Il 2016 è stato
proclamato in Ungheria Anno Martiniano, nella ricorrenza del XVII centenario
della nascita di San Martino. L’iniziativa, partita dalla Conferenza Episcopale
Ungherese, è stata accolta anche dal Governo ungherese, il quale ha voluto
sostenere le diverse iniziative in onore di San Martino.
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| Logo dell'Anno Giubilare Martiniano |
È poco conosciuto che in
origine proprio San Martino fu il primo patrono dell’Ungheria. Lo scelse il
primo re Stefano che invocò il Santo per ottenere la vittoria sui rivali e
consolidare così il suo regno ed il cristianesimo. Il culto di Martino rimase
vivo sul posto della sua nascita, a Savaria/Szombathely e durante il Medioevo
egli fu uno dei santi più popolari in Ungheria.
A Szombathely, per
l’Anno San Martino, sono stati eseguiti diversi interventi di riqualificazione
urbana, grazie al partenariato tra la Diocesi e il Comune di Szombathely, nonché
il Governo ungherese. La città ha potuto beneficiare di 5 miliardi di HUF
(16,13 milioni EUR) per il restauro di chiese e altri edifici legati al culto
di San Martino. Il Governo ha anche stanziato 800 milioni di HUF (2,6 milioni
EUR) per le celebrazioni stesse.
La Città di Szombathely durante
l’anno giubilare ospiterà circa 150 programmi, soprattutto culturali, sia
ecclesiali che civili, per approfondire le conoscenze su San Martino e sulla sua
città natale. La Diocesi, invece, si concentrerà sugli eventi ecclesiali e
religiosi all’insegna del motto “Carità che esalta”.
L’Arciabbazia di Pannonhalma è l’altro centro più importante del culto si San Martino e così
anche dell’anno giubilare. Il primo monastero benedettino dell’Ungheria venne
fondato da re Santo Stefano proprio in onore di San Martino. Secondo una
tradizione medievale, infatti, proprio quel posto, il Mons Sacer Pannoniae Martino
aveva eletto come luogo di preghiera quando si trovava in Pannonia (alcuni
sostenevano per questo che fosse anche nato lì).
È stato proprio a
Pannonhalma che, l’11 novembre 2015 l’anno giubilare è stato inaugurato, alla
presenza del Presidente della Repubblica ungherese János Áder e del Primate d’Ungheria
il Card. Péter Erdő. Il monastero continua a ospitare diversi programmi
culturali e spirituali durante tutto l’anno con il motto “Siamo in comunità –
Est nobis societas”.









