venerdì 22 marzo 2019

Hungarian assistance to Jordanian projects announced

Jordan deserves respect for its treatment of Christian communities, because they regard Christians as an integral part of Jordanian society, and not as a minority. “If every country in the region regarded Christians in the way Jordan does, then the region would be much happier and safer place”, the Hungarian Foreign Minister said, recalling that the Hungarian Government has donated 1.3 million euros to Christian communities in Jordan to help them realise tourism investment projects, in addition to which is has provided 700 thousand euros in funding towards the construction of a church on the banks of the River Jordan, at the location where Jesus was baptized according to the Bible.
“We have provided funding for the renovation and operation of schools in Christian communities in the interests of reducing the burdens being placed on the Jordanian state by having to provide education to the refugees who are arriving here in increasing numbers”, Mr. Szijjártó pointed out.

Development Program Launched in Uganda by Hungarian Minister of Foreign Affairs and Trade

“Hungary is realising the largest, 5.1-billion-forint foreign (EUR 16.1 million) development programme in its history in Uganda, jointly with the East African country’s leadership, in the interests of enabling the people who live here and who have sought refuge here to find a living locally and not have to migrate to Europe”, Minister of Foreign Affairs and Trade Péter Szijjártó said in a statement to Hungarian news agency MTI on Tuesday from Kampala.
(...)
“Uganda is a Christian country and has done a lot for the Christian communities of neighbouring countries, admitting its persecuted members. Hungary highly appreciates this, and it was an important criterion in deciding where Budapest should launch such a major development programme”, the Minister explained.
Hungary has established a consular office in the capital, Kampala, thus creating a personal presence for the coordination of major development programmes. An agreement has been concluded on the fact that Hungary will be providing 20 scholarship places-a-year for Ugandan students to attend Hungarian higher education institutions, and accordingly once in possession of their diplomas they will be able to operate and maintain the agricultural, water management and security infrastructure being established in their home country. In addition, cooperation between universities is continuing within the food industry, in which the Saint Stephen University will be taking part from the Hungarian side.

giovedì 21 marzo 2019

Sesto anniversario di papa Francesco - lettera del Presidente ungherese Áder

Il Presidente dell'Ungheria S.E. János Áder ha inviato una lettera di auguri a S.S. Papa Francesco in occasione del sesto anniversario dell'inizio del suo Ministero Petrino. Ne riportiamo la traduzione italiana.
* * *


Il Presidente della repubblica dell’Ungheria


A Sua Santità
Papa Francesco

Città del Vaticano



Beatissimo Padre,
in occasione del sesto anniversario dell’inizio del Ministero Petrino di Vostra Santità porgo sinceri ossequi in nome del popolo ungherese e mio personale.
Nel mondo odierno, irrequieto e in rapida trasformazione, la difesa della vita umana e la tutela dell’ambiente naturale rappresenta una sfida sempre maggiore. Ci è pertanto d’esempio l’instancabile impegno di Vostra Santità a favore della pace e dell’approfondimento del dialogo interreligioso. Ritengo che in questo processo la firma del Documento sulla “Fratellanza Umana” sia di un’importanza determinante. Da parte ungherese siamo fiduciosi che tali passi in avanti possano servire da incoraggiamento alle nazioni per l’esercizio della misericordia e della riconciliazione reciproca.
È nostro comune dovere e responsabilità contrastare la persecuzione delle minoranze. Siamo convinti della necessità di soccorrere ogni persona e comunità in pericolo o segnata dalla sofferenza. È nel segno di tale convinzione che da parte ungherese sosteniamo il Programma “Ospedali Aperti” in Siria, nonché aiutiamo la sopravvivenza delle comunità cristiane del Medio Oriente, minacciate nella loro stessa esistenza.
Seguo con costante attenzione i gesti di Vostra Santità a favore della tutela del nostro pianeta e del suo clima, che sono d’esempio per tutti noi. Nel Suo impegno a favore delle generazioni future Vostra Santità potrà sempre contare sul mio appoggio.
È, inoltre, una grande gioia per me che, nell’ambito del Suo viaggio in Romania, Vostra Santità abbia deciso di visitare anche il Santuario di Csíksomlyó (Sumuleu Ciuc) e di celebrare la S. Messa in tale luogo altamente simbolico. È da molti secoli che il pellegrinaggio a quel santuario rafforza la fede e la spiritualità della comunità ungherese della Transilvania, anzi, di tutti i cattolici ungheresi. Spero di poter salutare anche personalmente Vostra Santità in occasione dell’evento tanto atteso.
Fiducioso di una vicina possibilità di incontro, invoco la benedizione di Dio sul supremo ministero pastorale di Vostra Santità.

Budapest, 13 marzo 2019

Con profondo ossequio,
f.to János Áder

martedì 19 marzo 2019

Il pittore ungherese Kisléghi Nagy membro ad honorem della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon


Il pittore ungherese Ádám Kisléghi Nagy entra oggi, 19 marzo 2019, nel novero dei nuovi membri ad honorem della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

Nato nel 1961 a Budapest, Kisléghi Nagy si è diplomato all’Accademia delle Arti Figurative (Képzőművészeti Főiskola) della capitale ungherese nel 1985. Nel 1995 ha ottenuto una borsa di studio all’Accademia d’Ungheria in Roma, nel 1998 ha studiato all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Ádám Kisléghi Nagy (foto: MTI)
Sin dall’inizio predilige le tematiche sacre. Lavora molto per la Chiesa Greco Cattolica ungherese, allestendo le iconostasi di diverse chiese. La sua opera più imponente è costituita dalle grandi tele sulla vita della Vergine Maria, dipinti nel 1999-2003 per la Cattedrale barocca di Szombathely, bombardata durante la seconda guerra mondiale.

È rilevante anche la sua produzione ritrattistica. Nel 2003 ha eseguito il ritratto di László Batthyány-Strattmann per la cerimonia di beatificazione a Piazza S. Pietro. È pure famoso il ritratto del sacerdote martire János Brenner, recentemente beatificato.

Sono diverse le esposizioni in Ungheria dedicate alla sua arte, ma alcune sue opere si trovano anche all’estero (Francia, Spagna, Italia). In Italia, in particolare, va notato il ritratto del vescovo martire B. Vilmos Apor, conservato nel Palazzo Magistrale dell’Ordine di Malta a Roma, nonché la raffigurazione della Vergine nella chiesa di Madognana (BO).

Kisléghi Nagy: Ritratto della Vergine con il Bambino, Madognana
Nel 2009 Ádám Kisléghi Nagy ha partecipato all’incontro di Papa Benedetto XVI con gli artisti. Nel 2013 è stato pubblicato l’album “Kisléghi Nagy Ádám – A szent festője” (Ádám Kisléghi Nagy - Pittore del sacro) con un saggio di Mons. Daniel E. Estivill.

Nel 2016 si è presentato con una mostra personale all’Accademia d’Ungheria a Roma dal titolo “Lux in tenebris lucet – La rinascita del chiaroscuro spirituale”. Quest’anno invece, in occasione della festa nazionale del 15 marzo, è stato insignito della massima onorificenza ungherese riservata agli artisti, il premio Kossuth (Kossuth-díj).

venerdì 8 marzo 2019

Gli ungheresi e il viaggio del Papa in Romania


Si potrebbe rimanere sorpresi come mai la Conferenza Episcopale Ungherese di recente abbia emesso un comunicato per salutare la visita del Santo Padre in Romania, incoraggiando i fedeli ungheresi a partecipare alla S. Messa del papa a Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc. Oppure come mai la stampa cattolica e laica ungherese si occupi continuamente dei preparativi di tale viaggio. Per spiegarne il motivo basta gettare uno sguardo sui dati demografici e sulle cartine etnico-religiose della Romania e tenere presente anche il passato dell’Europa Centro-orientale.

Secondo il censimento ufficiale del 2011 la popolazione stabile della Romania è di 20.121.641 persone. Di cui 1.227.600 persone (=6,1% della popolazione totale) appartengono alla minoranza ungherese, concentrata nelle 16 province della storica regione della Transilvania. Infatti, nella sola Transilvania 1.215.479 persone sono di etnia e di lingua ungherese, ossia il 17,80% della popolazione di quella regione.

Etnie della Romania che costituiscono la maggioranza nei singoli comuni:
viola = romeni; verde = ungheresi (da Wikipedia)
La minoranza ungherese vive concentrato soprattutto in due grandi blocchi. Prima di tutto nella cosiddetta Székelyföld (Terra dei Siculi, in romeno Ținutul Secuiesc) che comprende le attuali province (in romeno Județul, in ungherese Megye) di Harghita/Hargita (86,66%), Covasna/Kovászna (77,85%) e Mureş/Maros (41,80%). L’altro blocco con una notevole minoranza ungherese è costituito dalle province nord-occidentali, a ridosso del confine romeno-ungherese: Bihor/Bihar (32,30% di ungheresi), Satu Mare/Szatmár (41,39%) e Sâlaj/Szilágy (29,80%). Gli ungheresi sono, inoltre, numerosi nelle province di Cluj/Kolozs (20%) e Arad/Arad (13%).

Distribuzione percentuale delle etnie della Romania
viola = romeni; vedre = ungheresi (da wikipedia)
Quanto alla loro appartenenza religiosa-confessionale, il 41% degli ungheresi appartiene alla Chiesa cattolica di rito latino (ossia romano cattolica), mentre il 46% appartiene alla Chiesa Riformata Calvinista. C’è, inoltre, la piccola Chiesa Unitariana di Transilvania (anabattista), seguita dal 4,5% degli ungheresi della Romania. Quest’ultima Chiesa, nata durante la riforma protestante, ha quasi esclusivamente fedeli di lingua ungherese (97%, ossia 64.987 persone), come, del resto, pure la Chiesa Riformata Calvinista, con il 94,9% di fedeli ungheresi (665.343 persone). All’interno della Chiesa Romano Cattolica, invece, gli ungheresi costituiscono il 57,2% (587.033 persone). Infine, nella Chiesa Greco Cattolica Romena gli ungheresi rappresentano il 10,3%, mentre nella Chiesa Ortodossa Romena troviamo pochissimi ungheresi (il 0,2% dei fedeli).


Religioni della Romania che costituiscono la maggioranza nei singoli comuni:
bianco = ortodossi; celeste = romano cattolici; rosa = calvinisti; viola = unitariani; blu = Greco cattolici (da Wikipedia)
All’interno della popolazione totale della Romania, gli ortodossi costituiscono l’86,8%, i romano cattolici il 4,7%, i riformati calvinisti il 3,23% e i greco cattolici lo 0,9% (sempre secondo il censimento del 2011).

Distribuzione geografica e percentuale dei romano cattolici in Romania (da Wikipedia)
Si evince, perciò, che gli ungheresi della Romania sono concentrati nella Transilvania e costituiscono oltre la metà dei cattolici di rito latino di tutto il paese. Tuttavia, gli ungheresi della Transilvania sono per metà cattolici latini, per metà di confessione riformata calvinista. Mentre gli ungheresi riformati abitano per lo più le province occidentali, gli abitanti della Terra dei Siculi sono prevalentemente cattolici di rito latino. La storia del Santuario di Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc è legata proprio alla loro perseveranza nella fede cattolica.

Distribuzione geografica e percentuale dei riformati calvinisti in Romania (da Wikipedia)
Gli ungheresi della Transilvania sono legati all’Ungheria da molteplici legami. Si tratta non solo della lingua, ma anche di una eredità storico-culturale condivisa, nonché di una fitta rete di parentele e di amicizie. Inoltre, per molte persone la doppia cittadinanza romena e ungherese costituisce anche un legame civico costituzionale. Non si può comprendere l’Ungheria senza la Transilvania e non si può capire la Transilvania senza gli ungheresi.

Analogamente, le comunità cristiane di lingua ungherese della Transilvania sono molto legate all’Ungheria. Le diocesi riformate della Transilvania fanno parte della Chiesa Riformata Ungherese unita (ri-costituita nel 2009 dalle diocesi riformate dei vari paesi del Bacino dei Carpazi). Le diocesi romano cattoliche della Transilvania fanno parte, come da norma, della Conferenza Episcopale della Romania, ma usano, per esempio, gli stessi libri liturgici delle diocesi dell’Ungheria.

Ubicazione del santuario di Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc in Romania (da Wikipedia)
Il Santuario mariano di Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc rappresenta sicuramente il più importante fattore di unità spirituale dei cattolici ungheresi. Non solo per quelli della Romania, ma anche per quelli dell’Ungheria e di tutto il mondo. Quindi Papa Francesco lì incontrerà soprattutto i fedeli cattolici ungheresi.

Si potrebbe dire pertanto che il viaggio di Papa Francesco in Romania farà sicuramente felici due nazioni: quella romena e quella ungherese.

lunedì 4 marzo 2019

“Vogliamo rimanere nella nostra terra e aiutare i giovani a restare” – il Patriarca Absi a Budapest


Il programma di aiuti ungheresi ai cristiani del Medio Oriente ha dato l’opportunità di conoscere meglio la vita di queste Chiese orientali. L’iniziativa della Segreteria per l’Aiuto ai Cristiani Perseguitati e per il Programma Hungary Helps ha portato a Budapest negli anni scorsi i diversi capi religiosi della regione. Lo scorso 26 febbraio sono stati tre pastori della Chiesa cattolica greco-melchita a portare la propria testimonianza ad un convegno organizzato presso l’Università Nazionale per il Servizio Pubblico.


Convegno all’Università Nazionale per il Servizio Pubblico sui cristiani perseguitati (foto: Magyar Kurír)
Sua Beatitudine Youssef Absi, patriarca di Antiochia dei Melchiti ha presentato la realtà della Chiesa melchita in Siria, sottolineando che la comunità cristiana ha sempre lottato per la propria terra cercando delle soluzioni per una convivenza pacifica con i musulmani e gli ebrei. “Il problema più grave ora è l’emigrazione, noi vogliamo rimanere qui e aiutare i giovani a restare” – ha detto il patriarca che ha voluto ringraziare gli aiuti forniti dal Governo ungherese ai cristiani perseguitati. Ha sottolineato che il programma Hungary Helps promuove la pace che è l’unica via per poter rimanere in Siria.

Jean Abdo-Arbach, arcieparca di Homs dei Melchiti ha spiegato che il loro obiettivo principale è di promuovere il ritorno delle famiglie cristiane a Homs. L’arcieparchia si prende cura di 4200 bambini nei centri giovanili, 520 famiglie ricevono cibo, farmaci e supporto economico, e sono riusciti a ricostruire 120 case dove le famiglie sono già ritornate. “Chiediamo al Signore la pace e la speranza affinché tutti i cristiani possano ritornare a casa!” – ha detto il vescovo di Homs.

Mons. Nicolas Antiba, vicario patriarcale di Damasco, ha richiamato l’attenzione sui giovani e sull’importanza di sostenerli non soltanto materialmente ma anche dal punto di vista psicologico: “Bisogna aiutarli a rimanere in Siria ma nello stesso tempo dargli una mano per poter elaborare le paure, l’odio, tutti gli orrori della guerra”.


I presuli melchiti siriani e i vescovi greco cattolici ungheresi con il nunzio (foto: Magyar Kurír)
A sua volta, Tristan Azbej, Segretario di Stato per l’Aiuto ai Cristiani perseguitati nel suo saluto ha affermato: “Il conflitto in Medio Oriente ha messo in pericolo le radici della civiltà occidentale perciò questi aiuti mirano anche a confermare l’identità e lo spirito missionario”.

In occasione del convegno è stato presentato il “Rapporto di Budapest 2018 sulla persecuzione dei cristiani” (Budapest Report on Christian Persecution 2018), che intende dare un quadro aggiornato e reale sulla situazione dei cristiani perseguitati nel mondo e sulle diverse iniziative in loro sostegno.

Il Card. Péter Erdő ha ricevuto il Patriarca Youssef Absi a Budapest
(foto: Magyar Kurír)
Durante la visita in Ungheria, i tre presuli siriani hanno incontrato il Card. Péter Erdő, Primate d’Ungheria e poi hanno celebrato i vespri nella chiesa greco-cattolica di Gödöllő insieme a Mons. Fülöp Kocsis, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Greco Cattolica Ungherese e ad altri vescovi ungheresi. Anche in questa occasione S.B. il Patriarca Youssef Absi, ha ribadito il suo ringraziamento per l’aiuto e la vicinanza del Governo e del popolo ungherese ai cristiani perseguitati: “Abbiamo visto la grande fede del popolo ungherese, la pace e la speranza nei loro cuori. Speriamo che riusciranno a trasmettere questa fede a tutta l’Europa occidentale. La vostra fede ci da la speranza che Dio, fonte di felicità, ritorni nel nostro quotidiano”.

Il Primo Ministro Viktor Orbán ha offerto un pranzo in onore del Patriarca Youssef Absi e dei due vescovi siriani. Nel corso dei colloqui è stato notato che i rapporti diplomatici tra l’Ungheria e la Siria sono sospesi, però il Governo ungherese aiuta il popolo siriano tramite il Programma Hungary Helps che raggiunge direttamente le Chiese locali.
Il Primo Ministro Viktor Orbán ha ricevuto la delegazione del Patriarca Youssef Absi
(foto: kormany.hu)


venerdì 22 febbraio 2019

Gábor Apor già ministro ungherese presso la S. Sede ricordato nel 50° della morte


Barone Gábor Apor (1889-1969)
(foto: kallaygyujtemeny.hu)
Uno storico personaggio della diplomazia ungherese, Gábor Apor, è stato commemorato il 21 febbraio a Roma ed in Vaticano, nel 50° anniversario della morte.

Il Barone Apor, discendente di una storica famiglia nobile della Transilvania, fu, infatti, una figura di spicco del servizio diplomatico ungherese prima della II Guerra Mondiale che, dal 1939 ricoprì la carica di Ministro del Regno d’Ungheria presso la S. Sede, incarico cui rinunciò dopo l’occupazione tedesca del suo paese nel marzo 1944. Rimase a Roma e, dopo l’avvento del regime comunista in Ungheria, si prodigò a favore della comunità degli esuli, che devono tanto al suo interessamento personale. Significativo fu il suo ruolo nell’organizzazione degli aiuti dei maltesi a favore delle vittime della rivoluzione del ’56. Fu, inoltre, promotore di diverse iniziative culturali e sociali, come la creazione della Fondazione S. Stefano d’Ungheria. Essendo cavaliere melitense si mise al servizio dell’Ordine di Malta, del quale fu Ambasciatore in Italia e, tra il 1952-1958, rivestì l’incarico di Gran Cancelliere.

 

S. Messa presieduta da Mons. Angelo Acerbi nella Cappella ungherese in Vaticano
Nella Cappella ungherese della Grotte Vaticane Mons. Angelo Acerbi, già Nunzio Apostolico in Ungheria, ha celebrato la S. Messa in suffragio del Barone Apor, ricordandone non solo la fede ma anche il ruolo importante avuto nel riconoscimento dell’Ordine di Malta da parte della Repubblica Italiana. Ha, inoltre, rievocato la figura del fratello, il Beato Vilmos Apor vescovo martire in Ungheria, anch’egli membro dell’Ordine. Il Sovrano Consiglio dell’Ordine di Malta è stato rappresentato alla celebrazione dal Ricevitore del Comun Tesoro Conte János Esterházy de Galántha e da Fra’ John Critien. Per l’Associazione Ungherese dei Cavalieri di Malta sono intervenuti il Prof. Ágoston Czigler, il prof. Lajos Okolicsányi e il dott. József Rabi.

 

Busto di Gábor Apor
all'Ambasciata d'Ungheria
Nel suo indirizzo di saluto l’Ambasciatore Eduard Habsburg-Lothringen ha ricordato: “Ho un rapporto, per così dire, quotidiano con Gábor Apor, il cui busto è collocato sulla facciata della nostra Ambasciata.  (…) è confortante avere dei predecessori cui poter guardare con gratitudine. (…) Gábor Apor ha svolto la sua missione di Ministro presso la Santa Sede in un periodo difficilissimo della storia e, successivamente, ha assunto l’alto incarico di Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta in un periodo complicato. Nel commemorarlo poco dopo la morte, il Gran Maestro di allora, Fra’ Angelo de Mojana di Cologna, lodandone l’impegno, ha affermato: ‘senza dubbio, il Barone Apor ha veramente amato l’Ordine come sua seconda Patria’. E oggi la sua Patria e la sua seconda Patria insieme gli rendono omaggio.”

 

Alla celebrazione eucaristica è seguito un omaggio alla tomba del Barone Apor nel Cimitero del Verano. A deporre una corona, oltre all’Ambasciatore Habsburg, è stato Mons. László Németh, Presidente della Fondazione S. Stefano d’Ungheria, mentre il prof. Okolicsányi e la Sig.ra Erzsébet Lantos hanno rievocato i propri ricordi personali.
Omaggio alla tomba di Gábor Apor al Verano  - con Mons. László Németh, György Szokoly,
József Rabi, Amb. Eduard Habsburg, Prof. Lajos Okolicsanyi, Dott. Ágoston Czigler