mercoledì 8 maggio 2019

“Parvuli Dei. Una finestra sul mondo di Gesù Bambino” – Dono a Papa Francesco dai bambini transilvani


L’opera “Parvuli Dei – Una finestra sul mondo di Gesù Bambino” è stata ispirata dalla gratitudine per i 25 anni dell’impegno di Fra’ Csaba a favore dei bambini. Si tratta di un trittico di fotografie, nella forma di una finestra. La fotografia centrale ritrae la statua di Gesù Bambino, oggetto della devozione dei bambini orfani curati dalla Fondazione S. Francesco di Déva. L’immagine è composta dai ritratti di oltre duemila bambini, un regalo da parte loro per il Santo Padre.


"Parvuli Dei" - l'immagine di Gesù Bambino composta dalle foto dei bambini orfani
della Fondazione S. Francesco di Déva (foto: Brigitta Török)
Un gruppo di bambini della Fondazione, il “Piccolo Coro di San Francesco”, è venuto in pellegrinaggio a Roma, partecipando all’Udienza Generale dell’8 maggio, dove ha consegnato il regalo al Papa, spiegandogli che lo stanno aspettando con gioia per la sua visita a Csíksomlyó (Sumuleu Ciuc).

Si tratta di un finestra nello stile tradizionale della Transilvania per guardare al mondo con stupore e dire di sì alla vita, ai bambini figli di Dio, all’accoglienza della nuova vita e a tutti quei “fratelli più piccoli” che nessuno ha voluto.

La Fondazione San Francesco di Déva, sotto la guida di Fra’ Csaba Böjte OFM e dei suoi collaboratori, ha aperto una finestra sulla bontà del Signore e sulla vera vita per i bambini orfani ed emarginati. Fra’ Csaba si è chinato già oltre 6.000 volte ai più piccoli, alle vittime della sorte, per accoglierli a braccia aperte, per educarli, e mostrargli la giusta via. Grazie al suo carisma e alla sua testimonianza è divenuto un maestro credibile non solo per questi bambini ma per tutta la comunità dei cattolici nella Transilvania. La sua parola, umile ma decisa, è ascoltata da tutti gli ungheresi nel mondo, come la voce della coscienza di un’intera nazione. “È bello fare i bravi. È bello camminare sulla via della carità senza giudicare. È bello ascoltare la volontà di Dio!” – frasi semplici ma impegnative le sue in una società sconvolta da molti problemi.

La finestra “Parvuli Dei” (ossia: Bambini di Dio) è stata ideata dai volontari della Fondazione, Brigitta Török e László Török, realizzata dalla fotografa Brigitta Török, e dal falegname Zsolt Nagy (nella cui bottega lavorano anche diversi bambini di Fra’ Csaba), il fabbro István Gábor Nagy e l’intagliatore Zoltán Szabó, nello studio Printerieur di György Povázai, con il sostegno dei benefattori della Fondazione.

Il telaio della finestra è intagliata in legno di noce, con cerniere in ferro battuto (dimensioni: 100 x 160 x 12,3 cm; 31 kg) e sotto tavole di vetro racchiude tre fotografie. Quella centrale raffigura la statua di Gesù Bambino composta dalle fotografie dei 2.144 bambini orfani delle diverse case accoglienza della Fondazione. L’anta di sinistra ritrae i bambini e Fra’ Csaba nella chiesa di Déva, quella di destra, invece, l’esterno della chiesa medesima.

lunedì 6 maggio 2019

Sant’Adalberto celebrato dai Paesi di Visegrád a Roma


Omaggio dei quattro Ambasciatori alle reliquie di S. Adalberto
La festa di Sant’Adalberto, patrono dei Paesi centro-europei è stata ricordata quest’anno il 2 maggio con una S. Messa alla Basilica di San Bartolomeo all’Isola. È, infatti, nella cappella laterale di questa chiesa che si venerano da mille anni le reliquie del santo vescovo di Praga.

Celebrazione nella Basilica di S. Bartolomeo
La celebrazione è stata presieduta da Don Pavol Zvara, Rettore del Pontificio Collegio Slovacco dei SS. Cirillo e Metodio, che nella sua omelia ha sottolineato l’importanza di non dimenticare Dio mentre si vuole costruire una società degna dell'umanità. Proprio i santi ci ricordano, ha proseguito il Rettore, che è possibile il riavvicinamento tra le persone e tra i popoli. Ne sono testimoni Sant’Adalberto, appunto, ma anche Santo Stefano d’Ungheria, e i Santo Cirillo e Metodio, apostoli dei popoli slavi. Loro, infatti, erano non solo uomini di Dio ma veri e propri “ambasciatori” i quali, oltre agli impegni del loro ufficio, hanno sempre pensato di migliorare la situazione delle persone a loro affidate. Questo perché avevano capito che il Vangelo del Cristo Risorto ha il potere di trasformare le vite, ha il potere di calmare le situazioni di tensione, ha il potere di trovare soluzioni e il potere di rianimare le relazioni. Don Zvara ha anche evidenziato l’importanza della Basilica di S. Bartolomeo che, in quanto santuario dei nuovi martiri, ricorda anche tante persone che hanno dato la vita per la fede durante le persecuzioni comuniste nei paesi dell’Europa centro-orientale.

Le preghiere dei fedeli sono stati letti, come da tradizione, dai rappresentanti diplomatici dei Paesi del Gruppo di Visegrád presso la S. Sede: Marek Lisánsky, Ambasciatore di Slovacchia, Janusz Kotanski, Ambasciatore di Polonia, Václav Kolaja, Ambasciatore della Repubblica Ceca e Eduard Habsburg-Lothringen, Ambasciatore d’Ungheria.

L’Ambasciatore Lisánsky, promotore della celebrazione di quest’anno nel segno della presidenza di turno slovacca del Gruppo di Visegrád, ha ricordato nei suoi saluti finali anche il 15° anniversario dell’adesione all’Unione Europea dei paesi del gruppo stesso.
Preghiera dei fedeli letta dai quattro Ambasciatori
(Foto: Ambasciata di Polonia, Ambasciata d'Ungheria)

giovedì 2 maggio 2019

500 bambini per l’Eucaristia a Budapest - a 500 giorni dal Congresso Eucaristico Internazionale


500 bambini, alunni di alcune scuole cattoliche della capitale ungherese hanno formato un coro d’eccezione sul sagrato della Basilica di Santo Stefano di Budapest per richiamare l’attenzione sul grandioso evento cattolico che si inaugurerà fra esattamente 500 giorni, il 13 settembre 2020: il 52° Congresso Eucaristico Internazionale.

“È la carità che ci collega, è la carità che ci fa vivere!” – hanno cantato i bambini la canzone composta per l’occasione da György Derzsi, alla presenza del Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest.
Vedi il filmato anche su Facebook.






Aspettando Papa Francesco a Csíksomlyó - spot dell'Arcidiocesi di Alba Iulia/Gyulafehérvár

Un breve video (con sottotitoli in inglese), realizzato da Mária Csúcs e Péter Csúcs per conto dell’Arcidiocesi di Gyulafehérvár/Alba Iulia racconta della gioiosa attesa con cui si preparano per la visita del Santo Padre al Santuario di Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc.


Nel filmato - dopo la persona del Santo Padre - compare prima la millenaria cattedrale romanica di Gyulafehérvár/Alba Iulia e poi scorrono le immagini del Santuario e dell’annuale pellegrinaggio di Pentecoste (il „Perdono di Csíksomlyó), festa più significativa dell’anno.



Logo della messa/visita del Papa a Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc
con l'immagine della Madonna di Csíksomlyó, quella di Papa Francesco
e quella dell'altare all'aperto

venerdì 26 aprile 2019

“Dio non crea scarti” – testimonianza di Fra’ Csaba Böjte sui bambini abbandonati della Transilvania e sullo spirito di allegria quotidiana


Centinaia di bambini orfani o abbandonati, bisognosi di cure, di educazione ma, soprattutto, di affetto, sono “la famiglia” di Fra’ Csaba Böjte OFM, religioso ungherese della Transilvania (Romania). Tutto è iniziato quando, nel 1992, Fra’ Csaba è stato mandato nella cittadina di Déva, in Transilvania. Una periferia in diversi sensi: abitata da una maggioranza romena ortodossa e da una minoranza dell’8% di cattolici ungheresi, un centro industriale all’epoca in crisi, con pesanti ricadute sociali. Lì cominciò ad occuparsi dei bambini abbandonati e, dopo un po’ si trovò a gestire un vero e proprio orfanotrofio. Per dare una casa ai bambini dovette forzare il portone del convento francescano da anni abbandonato.

Dopo il cambio di regime la situazione sociale in Romania era critica, portando povertà e disagio, difficoltà e spesso l’impossibilità per le famiglie di crescere i figli. Fra’ Csaba ha creato la Fondazione San Francesco di Déva per dare un quadro istituzionale all’attività quotidiana che in questi anni ha coinvolto oltre seimila bambini. Le varie strutture di accoglienza e di educazione della Fondazione oggi sono presenti in 82 località della Transilvania, con più di 2.300 bambini affidati alle sue cure, aiutato da 300 collaboratori adulti.

Fra' Csaba Böjte tra i bambini
In realtà, tutto iniziò quando, un giorno d’estate, Fra’ Csaba aprì a caso la Sacra Scrittura leggendo i versi dove si narra di Maria e Giuseppe che rendevano grazie per Gesù Bambino. Quel giorno il religioso capì la sua vera missione e ringraziò il Signore di avere affidato a lui, “semplice prete di campagna” questi bambini, e capì che la gioia di fare cose buone è un regalo per sé stessi. Prima organizzò un campo scuola estivo ma ben presto si ritrovò a doverne organizzare uno che durasse tutto l’anno… All’inizio mancava ogni autorizzazione ufficiale e si dovette lottare a lungo con la burocrazia romena. Il riconoscimento ufficiale, con la restituzione legale dell’edificio conventuale, arrivò praticamente con la visita di Papa Giovanni Paolo II in Romania nel 1999.

Il convento di Deva, prima casa della Fondazione S. Francesco di Fra' Csaba
Fra’ Csaba Böjte ammette in un’intervista: “all’epoca non avrei neanche sognato che saremmo diventati così numerosi, ma giorno dopo giorno arrivavano i bambini a bussare alle nostre porte… e se qualcuno ti chiede aiuto, come servo di Dio, devi soccorrerlo. Non è complicato questo mondo – dice il religioso – se rivolgi una buona parola all’altro, quello porterà frutti. Dico sempre, la terra arida se viene coltivata e seminata, potrà diventare un giardino.” Afferma, inoltre: “Non è nostro compito di caricarci sulle spalle ogni problema del mondo intero, non ce la faremmo neanche. L’importante è che sia l’allegria di Gesù Bambino a guidarci.”

La fondazione gestisce diverse case per bambini nella Transilvania
Il religioso è nato nel 1959 a Cluj/Kolozsvár, ma poi ha vissuto a Csíkszereda/Miercurea Ciuc. Ancora da bambino perse il padre, un poeta divenuto vittima del regime comunista. È stata un’esperienza che lo ha portato non a lamentarsi col mondo ma a cercare di fare qualcosa per cambiarlo. È stato questo pensiero all'origine della sua vocazione che ha realizzato come sacerdote nell’Ordine di San Francesco e poi come "padre" per tanti bambini “nel senso come lo fu San Giuseppe”. Prima però ha studiato per fare il meccanico e ha lavorato anche come minatore. Entrò nell’Ordine Francescano in pieno regime Ceausescu, nel 1982, svolgendo i suoi studi prima nel seminario di Alba Iulia/Gyulafehérvár e poi in quella di Esztergom in Ungheria. È stato ordinato sacerdote nel 1989. Per il suo impegno a favore dei bambini bisognosi Fra’ Csaba Böjte ha ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali, come il “Premio del cittadino europeo” del Parlamento Europeo nel 2011. Il 13 settembre 2018, per festeggiare i 25 anni della Fondazione, bambini, volontari e benefattori hanno riempito il Palazzetto dello Sport di Budapest dove la testimonianza di Fra’ Csaba si alternava con le esibizioni degli star più popolari dello spettacolo in Ungheria.

Fra' Csaba, il predicatore dell'allegria di Gesù
In 25 anni di attività, ogni giorno ha avuto – come lui stesso afferma – la gratitudine, l’affetto di tanti bambini: “L’amore è come una lampadina, si chiariscono le cose alla sua luce. Per me questa Fondazione è il sinonimo della provvidenza e del miracolo di Dio. Fu un miracolo di Gesù aver distribuito da mangiare a cinquemila persone al mare di Galilea, e oggi è un miracolo dello stesso Dio vivente il poter dare da mangiare ogni giorno a centinaia di bambini e ragazzi qui in Romania. Il nostro lavoro, nonostante le difficoltà quotidiane di ogni tipo, cresce e va avanti”.

Fondazione S. Francesco di Déva
Fra’ Csaba è l’anima della Fondazione, dividendosi tra le varie case da essa gestite per stare con i “suoi bambini”. Ma è spesso anche in giro per il mondo a raccogliere “elemosina”, ossia fondi per il sostentamento dei bambini. Il religioso è anche un predicatore molto apprezzato in Ungheria e in Transilvania per la sua semplicità ed immediatezza con le quali riesce a veicolare una spiritualità profonda. Negli ultimi anni, inoltre, ha compiuto diversi viaggi in Iraq, Egitto, Siria e Africa per visitare le comunità cristiane locali, portandovi gli aiuti dei fedeli ungheresi.

Tre sono le lezioni fondamentali che Fra’ Csaba dice di aver sperimentato nel corso degli anni. La prima è che “Dio non crea degli scarti (…) anche il bambino di strada più sporco e maleducato è un capolavoro del Padre Celeste ed il nostro compito di genitori e di educatori è di aiutarlo a formare e svilupparsi”. La seconda lezione è che Dio certamente non ci pone davanti a delle sfide che superino le nostre forze: “anche nella mia vita ci sono dei momenti difficili, come pure nella vita di questi bambini, ma ho sperimentato che c’è sempre una soluzione”. Infine, la terza lezione Fra’ Csaba la riassume così: “non c’è cosa che non si possa fare meglio con allegria”.

Infatti, racconta: “mi sono accorto che il nostro cristianesimo europeo è molto invecchiato, manca dalla nostra vita l’allegria dei bambini. Non giochiamo più, non ci raccontiamo delle barzellette… Eppure nostro Signore Gesù Cristo duemila anni fa non ha iniziato la sua vita terrena prendendo in mano tutti i problemi del mondo ma si è messo a giocare con gli altri bambini di Nazareth. Prima ancora di compiere miracoli o annunciare il Vangelo, Gesù ha giocato con i bambini. E poi ha detto che se non diventiamo come i bambini non entreremo nel Regno dei cieli. È proprio questo spirito di allegria che oggi manca nella Chiesa, ma anche nella società. Per questo sarebbe bello avere nella Chiesa una festa dedicata proprio a Gesù Bambino…”
Località dove la Fondazione è presente con case famiglia, centri accoglienza, orfanotrofi, scuole e asili

mercoledì 24 aprile 2019

Deposizione – un “Caravaggio 3D” all’Accademia d’Ungheria


Un “Caravaggio tridimensionale” accoglie i passanti all’interno del cortile d’onore di Palazzo Falconieri, sede dell’Accademia d’Ungheria in Roma.
Scultura di Hervé-Lóránt all'Accademia d'Ungheria, ispirata dalla "Deposizione" del Caravaggio
Realizzata per la Pasqua, si tratta della reinterpretazione, nella forma di gruppo scultoreo, del celebre dipinto del Caravaggio, la Deposizione, custodito nella Pinacoteca Vaticana.

Foto: Musei Vaticani
Autore dell’installazione è l’artista ungherese Ervin Hervé-Lóránt, già promotore del “Progetto MISERICORDIA”, omaggio artistico al Giubileo Straordinario della Misericordia, esposto a Castel S. Angelo e, in seguito, presso il Santuario mariano di Csíksomlyó/Sumuleu Ciuc.

sabato 20 aprile 2019

L’antica usanza della benedizione dei cibi pasquali


Una delle tradizioni popolari ungheresi della Pasqua è la benedizione dei cibi la mattina di Pasqua. I fedeli portano alla Messa del giorno un cestino con il tipico pan-brioche, le uova sode e il prosciutto cotto, eventualmente anche del vino che poi sarà servito sul tavolo della famiglia per il pranzo festivo.

La piazza principale di Csíkszereda/Miercurea
durante il rito della benedizione die cibi pasquali
La cerimonia più grandiosa di tale usanza in tutta l’area Danubiano-carpatica è senz’altro quella che si celebra a Csíkszereda/Miercurea Ciuc, in Transilvania. La piazza principale della città, capoluogo della Provincia di Hargita/Harghita è riempita da migliaia di fedeli che si dispongono in file ordinate nell’attendere il passaggio dei sacerdoti, guidati dal Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Gyulafehérvár/Alba Iulia.

Si tratta di una bella testimonianza di fede, sostenuta dalle antiche tradizioni. Csíkszereda/Miercurea Ciuc si trova accanto al Santuario mariano di Csíksomlyó/Sumuleu che Papa Francesco visiterà il 1 giugno di quest’anno.

Buona Pasqua!