lunedì 20 agosto 2018

Festa di Santo Stefano d’Ungheria – 20 agosto


Opera di Mária Törley
È il 20 agosto che in Ungheria si celebra la festa di Santo Stefano primo re, anche se la Chiesa universale lo commemora il 16 agosto. Le ragioni di tale differenza hanno più di nove secoli di storia.

 

980 anni fa moriva Santo Stefano, primo re d’Ungheria. La sua terza leggenda, compilata a cavallo dell’XI-XII secolo (cd. Leggenda Hartvik) riferisce che il pio transito di Stefano avvenne nella festa dell’Assunta, che egli tanto venerava. Secondo una tradizione egli morì in una località chiamata Bodajk, che divenne uno dei primi santuari mariani dell’Ungheria (vicino a Székesfehérvár). Altri però ritengono che ciò sia avvenuto nei pressi di Esztergom.

Prima della sua morte Stefano volle offrire il Paese alla Vergine Maria con la seguente preghiera: “O Regina del cielo e gloriosa rinnovatrice del mondo, al tuo patrocinio e alle tue preghiere io affido la santa Chiesa con i suoi vescovi e il suo clero, e il Regno con i suoi magnati e il suo popolo: dicendo così il mio ultimo addio, nelle tue mani consegno la mia anima.” È per questo che l’Ungheria portava orgogliosa anche il titolo di “Regnum Marianum” e Santo Stefano è molto spesso raffigurato nell’atto di offrire la corona, cioè il Paese, alla Vergine.

Cappella ungherese nelle Grotte Vaticane
sullo sfondo la raffigurazione dell'offerta della corona da parte di S. Stefano
alla Madonna Magna Domina Hungarorum
La festa dell’Assunta già ai tempi di Re Stefano era considerata in Ungheria la festa principale. Sappiamo dalla leggenda di San Gerardo (benedettino veneziano divenuto vescovo e poi martire in Ungheria) che il re era solito festeggiare tale solennità, assieme ai vescovi del paese, a Fehérvár (Alba Reale, Székesfehérvár), dove ha costruito una magnifica basilica in onore della Madonna. Sempre il re soleva riferirsi al Paese come “famiglia della Beatissima Vergine”. Sia la leggenda di Stefano che quella di Gerardo raccontano, a proposito della devozione degli ungheresi, che essi il nome di Maria non lo pronunciavano ma semplicemente la chiamavano Regina (il termine tradizionale ungherese per indicare la Madonna – “Boldogasszony” – ha un tale significato), e la festa dell’Assunta era chiamata il “giorno della regina” (cfr. Legenda Maior: “aetiam festivitas assumptionis eiusdem Virginis sine additamento proprii nominis ipsorum lingua regine dies vocitetur”).

Questa sua devozione per la Madonna, nonché la data della sua morte spiegano perché la canonizzazione di Stefano sarebbe dovuta iniziare proprio il giorno dell’Assunta. Il 15 agosto del 1083 il re di allora, San Ladislao, e i magnati del Regno, assieme ai vescovi, si radunarono nella basilica di Fehérvár, presso la tomba di Stefano, iniziando un digiuno di tre giorni. Al termine del quale, provarono ad aprire la tomba, ma invano. Ascoltando il monito di una pia suora il re mandò a liberare dalla prigionia il suo avversario principale (il pretendente al trono Salomone), e poi ripeterono il digiuno di tre giorni. Giunti così alla sera del 20 agosto il sarcofago di Stefano finalmente si aprì e poterono procedere all’elevazione delle sue reliquie, ossia alla canonizzazione.

Sarcofago di S. Stefano, conservato a Székesfehérvár
(foto: turizmus.szekesfehervar.hu)
Da allora gli ungheresi celebrarono la festa di Santo Stefano il 20 agosto. La basilica di Fehérvár divenne il luogo dove i re d’Ungheria venivano incoronati e una buona parte di loro lì trovò pure sepoltura.

La basilica di Székesfehérvár
nel medioevo
ricostruzione ipotetica
Della rilevanza “pubblica”, o “civile” di tale festa è testimonianza eloquente la Bolla d’Oro, emanata da re Andrea II nel 1222. In essa il re dichiara “che ogni anno siamo tenuti a celebrare la festa del Santo Re ad Alba, eccetto se fossimo impediti da affari urgenti o da malattia”. Si impegnava, quindi, a recarsi a Fehérvár per la festa di S. Stefano. Lì doveva rendersi disponibile per amministrare la giustizia ai richiedenti, che era una questione rilevante poiché per buona parte del medioevo i re ungheresi non avevano una „sede” fissa, ma si spostavano nel Pese tra i loro diversi palazzi e fortezze.

Nel 1686 il Beato Innocenzo XI estese il culto di S. Stefano alla Chiesa universale, fissandone la festa per il giorno 2 settembre. Avvenne, infatti, proprio quel giorno la liberazione di Buda, capitale dell’Ungheria, dal dominio ottomano e il Papa, che tanti meriti ebbe in tale successo, lo volle commemorare così. Questo non cambiò però, le tradizioni ungheresi.

La Sacra Destra, venerata nella Basilica di S. Stefano a Budapest
(foto: bazilika.biz)
Nel 1771 fu la regina Maria Teresa d’Asburgo, ad ufficializzare il 20 agosto come festa “nazionale” degli ungheresi, disponendo il trasferimento a Buda della principale reliquia di Stefano, la Sacra Destra. Questa insigne reliquia fu inizialmente conservata in un monastero, chiamato, appunto della S. Destra (Szentjobb, oggi Sâniob in Romania), poi a Fehérvár. Da lì, durante l’occupazione ottomana, venne prima trafugata in Bosnia e poi custodita dai domenicani di Ragusa/Dubrovnik. A partire dal ritorno in Ungheria della reliquia, divenne tradizione la processione della Sacra Destra il 20 agosto.

Nella Chiesa universale, a partire dal 1970, Santo Stefano re d’Ungheria si commemora il 16 agosto (ossia il giorno seguente l’anniversario della sua morte), ma ciò non ha alcuna tradizione in Ungheria dove si continua a celebrarlo, sia civilmente che liturgicamente, il 20 agosto.

Si tratta di una festa che persino i comunisti non riuscirono a cancellare. Ne hanno piuttosto voluto cambiare il contenuto: la dichiararono “festa del nuovo pane” e, dopo l’approvazione della costituzione del 1949, “festa della Costituzione” (relegando la processione della S. Destra tra le mura della Basilica di S. Stefano a Budapest). Con il cambio di regime il 20 agosto riacquistò il suo significato originale e la nuova Legge fondamentale del 2011 ne stabilisce la preminenza sulle altre due feste nazionali ungheresi.

Nell’anno 2000 anche il Patriarcato di Costantinopoli riconobbe il culto di Santo Stefano d’Ungheria che così divenne il primo santo latino riconosciuto dalla Chiesa ortodossa.
Icona di S. Stefano d'Ungheria,
dono del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I
alla basilica di Esztergom
(A cura di Márk A. Érszegi)



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