martedì 19 novembre 2019

I Santi della Cappella Ungherese – Santa Elisabetta d’Ungheria


Le effigie di ventuno santi e beati dell’Ungheria ornano le pareti della Cappella Magna Domina Hungarorum nelle Grotte Vaticane. La cappella, consacrata da S. Giovanni Paolo II nel 1980, è chiamata a rappresentare gli estesi legami della nazione ungherese con gli altri popoli europei proprio attraverso le figure dei santi.
La memoria liturgica di Santa Elisabetta in Ungheria è celebrata nella data tradizionale della sua sepoltura, il 19 novembre. (Dal 1969 nella Chiesa universale è celebrata il 17 novembre, giorno della sua nascita al cielo.)
 
L'ultimo saluto di Sant'Elisabetta al marito
(opera di Sándor Kiss)
Figlia del re d’Ungheria, Andrea II e di Gertrude di Merania. Nacque nel 1207 a Sárospatak (in Ungheria) ma all’età di 4 anni venne promessa in sposa al langravio di Turingia e si trasferì nel castello di Wartburg (per questo è anche nominata Elisabetta di Turingia).
Sin da piccola Elisabetta si prese cura dei malati e bisognosi, praticando opere di misericordia. Nel 1221, a 14 anni, si sposò con Ludovico IV ed il loro matrimonio fu molto felice. Nacquero tre figli, Ermanno, Sofia e Gertrude. Suo marito partì per la crociata nel 1227 e morì a Otranto mentre aspettava di imbarcarsi per la Terra Santa.
A soli vent’anni Elisabetta rimase vedova e si dedicò completamente alle opere di carità, specialmente al servizio dei poveri, erigendo anche un ospedale per loro a Marburgo, a proprie spese, riducendo sé stessa in povertà. Entrò nel Terz’Ordine Francescano, dedicandosi completamente agli ammalati. Si fece mendicante chiedendo aiuto per i poveri e condusse una vita umile priva di ogni ricchezza. Tale scelta di vita scatenò la rabbia della famiglia fino al punto che le tolsero anche i suoi figli.
Stremata dalle privazioni e dalla malattia morì all’età di 24 anni. Dopo soli 4 anni, papa Gregorio IX la proclamò santa a Perugia. Santa Elisabetta divenne patrona del Terzo Ordine Francescano ed è la santa più conosciuta in Ungheria. Il suo culto è diffuso in tutta la Chiesa, ma in modo particolare in Ungheria, Germania e Italia. La reliquia del capo di Sant’Elisabetta è conservata a Viterbo, nella Basilica di San Francesco alla Rocca.
Reliquia di S. Elisabetta conservata a Viterbo
Ѐ patrona dei panettieri e degli ospedalieri. La sua iconografia rappresenta principalmente il miracolo delle rose. L’episodio narra che Elisabetta portava pane ai poveri, quando un giorno incontrò suo marito che le chiese cosa stesse portando. Lei aprì il grembiule e, invece del pane, comparvero delle bellissime rose.

Festa liturgica: 19 novembre
Raffigurazione: Elisabetta saluta suo marito che parte in crociata per la Terra Santa
Autore: Sándor Kiss, scultore

Nessun commento:

Posta un commento